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Guida: Anime, Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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view post Posted on 29/4/2007, 13:07Quote

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Guida: Anime
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Anime (アニメ, Anime, dall'abbreviazione di Animēshon, adattamento giapponese della parola inglese animation, ovvero animazione) è il termine con il quale si è soliti indicare le opere d'animazione giapponesi, anche se letteralmente si può tradurre semplicemente come animazione.

Il termine, nel tempo, ha assunto sempre più valenza come indicativo di opere giapponesi. In Italia viene spesso indicato anche con il termine generico di cartone animato. I doppiatori di anime vengono indicati con il termine giapponese seiyū.

Gli anime spaziano in generi molto diversi tra loro: amore, avventura, fantascienza, storie di bambini, romanzi, sport, fantasy, erotismo (vedi hentai) e molti altri.

Nonostante il luogo comune occidentale che riduce gli anime a prodotto esclusivamente infantile o, spesso, pornografico (con conseguente censura), in realtà l'animazione è una forma d'arte espressamente commerciale, dove esistono produzioni per ogni tipo di audience, dai bambini agli adolescenti e agli adulti. Addirittura, la categorizzazione dei sottogeneri ha creato anime e manga pensati e disegnati per categorie specifiche come impiegati, casalinghe, studenti, ecc.

Grandi maestri

* Go Nagai· La sua importanza negli anime può essere paragonata a quella di Jack Kirby nel fumetto. Nagai è stato il precursore di molti generi e il suo stile è stato largamente imitato dai produttori per anni. Si dice sia anche l'autore del primo anime hentai.

* Shinichiro Watanabe· Il famoso Guru della Sunrise, ha supervisionato progetti molto famosi come I cieli di Escaflowne e Mobile Suit Gundam 0083 ed ha diretto uno degli anime più importanti degli anni novanta, Cowboy Bebop.

* Hayao Miyazaki· Rispettato regista/produttore dell'anime Principessa Mononoke e delle prima stagione di Lupin III, noto in Italia soprattutto per la famosa serie televisiva Conan, il ragazzo del futuro. Grazie a lui il genere anime ha superato molte delle barriere e delle etichette negative attribuitegli al di fuori della sua terra d'origine. I suoi lavori sono caratterizzati oltre che da una grande cura tecnica ed estetica, da riflessioni sulla natura umana, nelle contrapposizioni tra la guerra e la pace e nella scoperta del fantastico, del sogno o semplicemente dell'insolito. Oscar 2002 per La città incantata e Leone d'oro alla carriera alla 61a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 2005 con Il castello errante di Howl. Viene spesso soprannominato "il dio degli anime".

* Katsuhiro Otomo· Autore e regista del mastodontico Akira e del recente Steamboy, presente come film di chiusura alla 61a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

* Akira Toriyama· Papà di manga quali Arale e Dr. Slump, Dragon Ball, poi sviluppatisi in anime e come tali resi famosi in Italia con serie tv. Toriyama è uno degli autori dal tratto più tipico: tondeggiante, a cavallo fra realismo e caricatura, usa un registro adatto sia ai ragazzi più piccoli e, contemporaneamente, ai loro fratelli maggiori ed ai papà. Nelle sue opere, fra cui citiamo anche Cowa, Kajika, Blue Dragon, coesistono personaggi umani ed animali antropomorfi, uomini dai superpoteri e cattivi parodistici, erotismo velato quando non chiare allusioni al sesso, non senza un'ironia di fondo sempre presente. Il risultato sono storie che rasentano il surrealismo, divertenti e leggere.

* Yoshiyuki Tomino· L'autore della prima serie di Gundam (Mobile Suit Gundam), che introdusse il concetto del cosiddetto Real Robot nel genere robotico. Questa serie diede origine ad una fortunatissima saga che continua ancora oggi, e la sua influenza nel panorama anime è paragonabile a quella delle produzioni nagaiane.

* Leiji Matsumoto· Autore dell'universo di Capitan Harlock, nel quale sono state ambientate molte altre serie, e della saga della Corazzata Spaziale Yamato.

* Mamoru Oshii· Autore e regista di lungometraggi complessi e maturi come Ghost in the Shell, Innocence, Tenshi no tamago, Avalon e la grande saga di Patlabor insieme al gruppo Headgear, ma anche di opere più leggere quale il film di Lamù, Beautiful Dreamer.

* Osamu Tezuka· Considerato unanimemente "il primo mangaka" (fumettista, in giapponese), autore di fumetti di altissimo prestigio internazionale come Black Jack, Astro Boy, La storia dei tre Adolf e Kimba, il leone bianco di cui curò anche la trasposizione animata, prima serie anime realizzata a colori. Per essere stato il primo disegnatore di manga, viene spesso chiamato "il dio dei manga".

* Hideaki Anno. Autore di Anime come Punta al Top! Gunbuster, Il mistero della pietra azzurra, Neon Genesis Evangelion e regista di Le situazioni di Lui e Lei. È stato uno dei fondatori dello studio GAINAX, dove ha prodotto le sue opere e ha collaborato in altre; negli ultimi anni si è dedicato alla regia cinematografica con i film Love & Pop e Cutie Honey.

* Kunihiko Ikuhara. Personaggio emblematico, partito come semplice animatore nello studio GAINAX, per poi fare carriera nello stesso ed infine uscirne ed arrivare a dirigere importanti anime come Sailor Moon (terza, quarta e quinta serie) e La rivoluzione di Utena. Membro fondatore del gruppo di artisti Be-Papas.

* Satoshi Kon. Importante autore contemporaneo molto apprezzato in patria come all'estero per le sue opere (fumetti, serie TV e film) di grande contenuto psicologico e sociale. Ricordiamo i lungometraggi Perfect Blue, Tokyo Godfathers e Millennium Actress, il manga La stirpe della sirena (pubblicato in Italia da Star Comics) e l'anime Paranoia Agent.

Generi

Gli anime vengono catalogati in numerosi sottogeneri, a seconda delle tematiche e del pubblico cui sono destinati:

* Shōjo - per ragazze dai dieci anni fino alla maggiore età;
o Mahō shōjo - in cui le protagoniste sono ragazze con poteri;
o Shōnen'ai - per adolescenti a sfondo omosessuale;
o Shōjo-ai - in cui le ragazze hanno relazioni tra di loro;
* Shōnen - per ragazzi dai dieci anni fino alla maggiore età;
* Seinen - con tematiche complesse per giovani dai 18 ai 30 anni di età;
* Mecha - i cui protagonisti sono piloti di robot (generalmente da combattimento);
* Hentai - con rappresentazioni sessuali, o pornografiche esplicite
o Yaoi
o Yuri
o Futanari
o Lolicon
o Shota
o Tentacles

Industria e mercato

Al 2004 il 60% circa dell'animazione mondiale era di origine giapponese.

L'industria dell'anime conta circa 430 case di produzione in Giappone, di cui più della metà (264) ha sede nei quartieri centrali di Tokyo. Il costo di produzione di un episodio di 30 minuti per la TV si aggira mediamente attorno ai dieci milioni di yen (circa 80.000 euro) ma può scendere fino a cinque.[1]

La Japan External Trade Organization nel "2004 JETRO White Paper on International and Trade and Foreign Direct Investment" indica l'industria culturale, e l'animazione quale settore di punta, come una "importante risorsa culturale e turistica"[2] cruciale per la promozione dell'immagine del Giappone nel mondo (soft power) in vista della auspicata creazione, sotto la sua guida, di un'area di libero scambio in Estremo Oriente.

Gli Anime in Italia

[modifica] Cenni storici

Domenica 4 settembre 1977 l'allora seconda rete RAI (oggi Raidue) trasmise Vickie il vichingo (Chiisana Viking Vikke): era la prima volta che un cartone animato giapponese veniva trasmesso in Italia, seguito nel 1978 da Heidi (Alps no shōjo Heidi) e Atlas UFO Robot (UFO Robot Grendizer).

L'Italia è stato uno dei primi paesi occidentali ad importare anime, e soprattutto tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 furono centinaia le serie arrivate nel nostro paese (probabilmente come in nessun altro), sia grazie alla televisione di Stato, sia grazie ai privati (in maggior misura le reti che poi sarebbero diventate Fininvest, ma anche altre realtà prettamente locali).

A partire però dalla metà degli anni '80 la RAI iniziò ad importare sempre meno serie, i costi per le reti locali diventarono sempre più proibitivi e restò, per oltre un decennio, praticamente solo il gruppo Fininvest a proporre novità: perlopiù erano serie dedicate a target di età più bassa (ma ciò non impediva manomissioni e censure) o serie prevalentemente shōjo. I pochi shōnen venivano dirottati sulle reti locali associate al gruppo (Italia 7, Odeon TV).

È da sottolineare, peraltro, che molte reti locali continuarono per anni a trasmettere repliche delle serie acquistate precedentemente. Le sempre più elevate spese per l'acquisizione dei diritti ed i costi di doppiaggio imponevano infatti tabelle di marcia rallentate per l'edizione italiana delle nuove opere. Ciò ha determinato un grosso ritardo per quanto riguarda la distribuzione degli anime (tanto nel mercato televisivo quanto su DVD o VHS), colmato soltanto in parte negli ultimi anni.

Per quanto riguarda la trasmissione degli anime in televisione, essi hanno subito sistematicamente, almeno da metà anni '80 in poi, la censura che su tutte le reti (Rai, Mediaset e, sebbene in misura molto più lieve, locali) ha molto spesso deturpato il prodotto, snaturato di frequente anche da cattivi adattamenti dovuti sia a scarsa comprensione dei copioni originali (che talvolta giungevano addirittura incompleti) o a traduzioni superficiali, sia a modifiche arbitrarie. A causa di un equivoco culturale di fondo, che in Italia vuole l'animazione rivolta sempre e solo ai bambini, molti anime destinati originariamente ad adulti o adolescenti sono stati infatti adattati forzatamente ad una fascia di età infantile. Il cambiamento di target ha così comportato una revisione dei dialoghi, per edulcorarli e renderli più comprensibili a un pubblico molto giovane, ed il taglio di sequenze, o più raramente di intere puntate, ritenute non adatte a un pubblico infantile. Anche il Moige ha spesso impropriamente scatenato battaglia contro alcuni anime per i loro contenuti ritenuti inadatti ai bambini, anziché contro chi si ostinava a trasmetterli in fasce orarie ad essi destinate, senza considerare che si trattava invece di prodotti concepiti per ragazzi o adulti. Per questo esiste un'associazione, l'ADAM (Associazione Difesa Anime e Manga), che si occupa proprio di contrastare il fenomeno della censura, a tutela dell'integrità artistica delle opere di animazione nipponiche. In Giappone, infatti, l'animazione è considerata, al pari della cinematografia, una forma d'espressione artistica che può veicolare messaggi d'ogni genere e tipo, destinati a fasce d'età differenziate: esistono, dunque, anime per bambini, anime per adolescenti ed anime per adulti.

Negli ultimi anni Internet è diventato un nuovo canale distributivo per l'animazione giapponese sia per iniziativa delle stesse case di produzione, che sempre più di frequente rilasciano le opere inzialmente come ONA per Web TV, sia ad opera di privati che le diffondono in modo illecito. Nell'ultimo caso si possono distinguere due tipologie: l'immissione in rete di copie di prodotti già rilasciati in Italia ovvero di copie di prodotti inediti nel mercato italiano sottotitolati da gruppi amatoriali, cosiddetti fansub. In quest'ultimo caso i gruppi in genere si impegnano a sospendere la distribuzione quando i diritti per quel preciso titolo vengono acquistati in patria e a non trarre lucro dall'attività, che rimane comunque illecita per la violazione del diritto d'autore.

[modifica] Impatto culturale

L'animazione giapponese ha avuto un significativo impatto sulla cultura dei giovani italiani nati dalla fine degli anni '60 in avanti, la cui infanzia è stata caratterizzata dalle serie di animazione giapponesi. In particolare per la prima generazione di spettatori di anime, quella degli anni '70, i personaggi delle serie giapponesi dell'epoca sono diventati un topos letterario, nonché un elemento di identificazione generazionale, permeando la cultura popolare anche a livello di massa (si pensi ad esempio ai numerosi riferimenti all'animazione giapponese contenuti nei brani di Caparezza). Su Internet ciò ha dato luogo a punti di ritrovo virtuale molto partecipati, come il newsgroup it.arti.cartoni.

Questo discorso vale in particolare per un fenomeno prettamente italiano, quello delle sigle televisive degli anime: ritenendo gli originali cantati in giapponese inadatti ai bambini italiani, sin dalla fine degli anni '70 essi vennero molto spesso sostituiti da brani appositamente realizzati in lingua italiana, spesso scritti da musicisti come Vince Tempera o I cavalieri del re. Successivamente, le sigle dei cartoni animati divennero un fenomeno discografico di rilievo, particolarmente tramite l'attività di Cristina D'Avena a cui Fininvest/Mediaset ha affidato quasi tutte le sigle degli anime trasmessi a cavallo tra gli anni '80 e '90, spesso anche sostituendo le vecchie sigle con delle nuove.
A partire dalla seconda metà degli anni '90, si è sviluppato un rilevante fenomeno di revival di questo genere di brani, prima online, tramite il Progetto Prometeo, e poi anche in televisione e in radio; si sono inoltre affermati gruppi musicali specializzati nel riproporre o parodiare questi brani, come gli Amici di Roland e i Gem Boy.

 
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